Missioni della fede ONLUS

MERU-Kenya

Visita alla diocesi del Meru (Kenia) dove sono realizzate numerose opere grazie ai finanziamenti della Fondazione. Per circa 1 ½ h percorriamo la strada asfaltata per arrivare a Maua da qui in poi proseguiamo con un catechista della parrocchia di Athi che viene a prenderci con un ”Land Rover” : unico mezzo che consente di spostarsi per le strade sterrate che salgono e si inoltrano tra le coltivazioni di the. Arrivati a destinazione conosciamo il parroco don Simon Kithinji e mr. Amphrey. Sono molto felici di incontrarci e ci ringraziano da subito per la visita. Qui è molto viva la gratitudine per i contributi arrivati dall’onlus “Missioni della Fede”.

VISITA ALLA DIOCESI DI MERU (KENYA) 3 – 6 AGOSTO 2007
Piergiorgio Fortuna e Loretta Bertozzo in rappresentanza del gruppo ”Missioni della fede” e in ricordo di Padre Bruno Sartori.

Venerdì 3 agosto 2007
…Arriviamo a MERU partendo il mattino da Nairobi e dirigendoci a nord per circa 250 Km . Ci accompagna Joseph, l’autista della Diocesi. Percorriamo una delle principali e poche strade asfaltate di questa nazione. E’ un tragitto che fa il giro lungo il lato orientale del monte Kenya (di origine vulcanica) ; a parte EMBU non incontriamo centri abitati particolarmente importanti ma non sono rari i villaggi e sono comunque tante le persone che viaggiano a piedi o servendosi dei matatu (piccoli bus che fanno spesso servizio pubblico).
Poco dopo aver passato l’equatore raggiungiamo MERU : una città che si sviluppa principalmente lungo la strada per circa 4-5 Km. C’è una parte più vecchia, con un grande mercato che fa da riferimento per gli abitanti della zona. La parte più nuova va verso nord (da dove poi si prosegue verso Isiolo) e arriva ai margini del parco nazionale del monte Kenya. Ci sono scuole primarie (incentivate dal governo) , secondarie e un politecnico per la formazione che corrisponde al livello universitario..
La città è soprattutto un punto di passaggio con molte persone che arrivano e partono dalle diverse fermate per le tante linee di bus e matatu.
Per il resto la Diocesi (politicamente il Distretto) si espande lungo le strade collaterali : una di queste, ancora asfaltata, va verso Maua le altre sono tutte sterrate e portano verso i vari villaggi e parrocchie (parish) E’ una zona di altopiani che gode in parte dell’irrigazione dei fiumi provenienti dal m. Kenya.
Riescono così a coltivare mais, thè, banane, avocado, mango, caffè…e proprio l’agricoltura è la loro attività principale.
……Veniamo ospitati direttamente presso la sede della Diocesi che nel suo complesso include gli uffici, l’abitazione del Vescovo e dei suoi collaboratori, la Cattedrale di St. Joseph con la canonica, un convento di 6 suore che per la maggior parte sono non vedenti; c’è infine una casetta con 6 posti letto usata da gruppi di volontari che trascorrono qualche settimana all’anno grazie ai contatti con un missionario della Consolata. Per ora non c’è nessuno e ci dormiamo noi…. con varie misure di sicurezza: lucchetti vari, illuminazione notturna esterna….. recinzione con corrente elettrica.
Il vescovo attuale, mons. SALESIUS MUGAMBI, è terzo dalla nascita della Diocesi : il primo è stato mons. Lorenzo Bessone (missionario Consolata), il secondo mons. Silas S. Njiru che ora è in pensione ma lo incontriamo proprio in Diocesi perché è qui di passaggio per alcuni giorni prima di rientrare a Roma. Conosciamo inoltre il Vicario Generale mons. Basilio e altri 3 – 4 sacerdoti di cui 2 sono i Presidi delle scuole primaria e secondaria di Meru.
….Con mons. Basilio trascorriamo il pomeriggio a visitare il centro di Meru ….E’ affollatissimo perché è giorno di mercato e comunque in Kenya c’è più l’abitudine a trascorre le giornate fuori casa, poi alla sera si torna alle abitazioni.

Sabato 4 agosto 2007
Oggi mons. MUGAMBI ci accompagna personalmente a vedere alcune parrocchie dove risultano esserci le iniziative realizzate grazie al contributo di “Missioni della fede”. Il Vescovo non conosce bene la realtà di questa organizzazione e cerchiamo quindi, con un inglese stentato, di spiegargli di cosa si tratta. Per ora solo l’autista Joseph ricorda di aver conosciuto Padre Bruno Sartori e riferisce che lavorava soprattutto nella parrocchia di Tuuru.
La prima tappa è la parrocchia di St. Theresa di Riiji . Aumentiamo un po’ l’altitudine e teniamo una direzione che va verso le pendici del m. Kenya per questo la vegetazione è rigogliosa e la temperatura si abbassa…. Il paesaggio ricorda un po’ le nostre montagne dell’altopiano ; mons.
Mugambi si porta la giacca a vento e non si sta male con maglioni di lana o pile. Pur sembrando una parrocchia dispersa e difficile da raggiungere, perché le strade sono piene di solchi e buche profonde, agli abitanti non mancano la Chiesa e le scuole. Qui c’è il dispensario (struttura ambulatoriale sanitaria) o Health Centre costruito anche con contributi di “Missioni della fede”.
A gestire il dispensario c’è una giovane e capace suora ugandese ; abita nella vicina comunità insieme ad altre 3 sue consorelle che si occupano di altre attività della parrocchia: è Lei con qualche altra persona gestisce l’assistenza sanitaria dell’Health Centre e si occupa di :
visitare i malati che arrivano, esegue esami di laboratorio, distribuisce farmaci per le cure (il governo fornisce gratuitamente solo quelli per la malaria e l’AIDS), vaccina i bambini, segue le donne che partoriscono….
Non hanno contributi se non quelli che può dare la Diocesi. I problemi più grossi sono le malattie infettive come malaria, ameba, malattie respiratorie…
Dirigendoci verso un’altra meta il Vescovo ci accompagna a vedere una parrocchia più vicina al centro. Vediamo che ci sono la Chiesa e un piccolo dispensario ma ha in progetto di costruirne uno più grande poco lontano perché le esigenze sono aumentate ed è una preoccupazione della Diocesi dare le riposte necessarie.
La meta successiva è la parrocchia di Mitunguu situata in una zona che inizia ad essere meno rigogliosa. Anche qui c’è un dispensario costruito con il contributo di “Missioni della fede”. In quel periodo qui c’era il rev. Simon Kithinji (che ora è ad Athi e lo incontreremo il giorno dopo). I due infermieri ci hanno aspettato per farci visitare i locali: come a Riiji le prestazioni che fanno sono visite, consulenze, terapie, vaccinazioni. Il grosso problema è la malaria e comunque la difficoltà è disporre dei farmaci . Il parroco non è momentaneamente presente ma ci ospitano per il pranzo e scopriamo così che qui c’è una famiglia di Roma e questo ci permette di tornare a parlare un po’ di italiano. Prima di partire conosciamo i membri del Consiglio Pastorale che sono riuniti all’aperto, sotto gli alberi; poco lontano c’è anche un gruppo di catechisti.
Con mons. Mugambi proseguiamo poi verso il confine della Diocesi ; ci allontaniamo dal m. Kenya ed è quindi sempre più arido. Lungo la strada ci sono sempre molte persone che viaggiano a piedi….
Camminano molto ! Spesso ci sono bambini e ragazzi che tornano da scuola o che giocano e si animano con entusiasmo per salutarci quando passiamo. L’intenzione di mons. Mugambi è di farci visitare una parrocchia che è in fase di avvio. Nell’ultimo periodo sta creando 4 nuove parrocchie perché sono in moltI che scelgono di aderire alla fede cattolica e i sacerdoti giovani non mancano.
Ogni volta che nasce una parrocchia c’è la necessità di costruire la Chiesa ma  anche di aprire scuole e dispensari per rendere più accessibili questi servizi, soprattutto perché non è molto agevole spostarsi.
Le scuole ora sono in parte sostenute dal governo che paga gli insegnanti della primaria mentre ci sono meno aiuti per far funzionare le strutture sanitarie; anche gli ospedali pubblici sono pochi e spesso c’è il problema della mancanza dei farmaci.
Quando arriviamo alla nuova parrocchia ci accoglie un gruppo di donne che esprimono subito la contentezza per l’arrivo a sorpresa del Vescovo . Notiamo spesso che danno molto risalto al momento dell’incontro e del saluto : cantano, applaudono, danzano… lanciano brevi grida .. sono molto ospitali ….
Conosciamo il rev. Vincente (11 con mons. Mugambi e una suora che ha trascorso un periodo vicino Venezia….) un giovane parroco che avrà il compito di occuparsi di questa parrocchia. Ci spiega che in questa zona è difficile coltivare perché piove poco e non ci sono fiumi. Se non piove cresce il rischio di non avere abbastanza da mangiare .. la popolazione è molto povera.
La Chiesa è già pronta e utilizzata. Visitiamo la canonica che è in fase di ultimazione, mancano da finire il tetto e arredarla, poi Don Vincente potrà trasferirsi qui stabilmente ( all’ingresso della canonica).
Ci sarà da pensare alla scuola e al dispensario: anche qui è molto presente la malaria. Lasceremo al Vescovo i 2000 $ che Franco Facchin ci aveva consegnato prima di partire e gli suggeriamo di usarli per le necessità di questa nuova parrocchia. Il contributo viene apprezzato molto …
Sulla strada del ritorno, poco lontano, deviamo verso l ‘ “Ng’uuru Gakirwe Mater Project” : è la sede di raccolta e confezionamento dei fiori del carcadè, citronella, camomilla e produzione di marmellate che poi vengono importate anche in Italia dalla CTM-ALTROMERCATO (prodotti equi e solidali presenti anche al supermercato di Castelgomberto).
Facciamo conoscenza con fratel Andrea , in Kenya da molti anni; ha iniziato negli anni ’90 a collaborare con il governo italiano per il progetto che ha creato una vasta rete di irrigazione per la zona. Supportato poi da un’organizzazione di Padova ha avviato la coltivazione del carcadè che ora coinvolge 500 famiglie garantendo loro un reddito stabile (90 di queste si sono già convertite alla coltivazione biologica con tanto di certificazione…). Ha poi 30 persone che lavorano nella fabbrica e l’attività sembra in ulteriore espansione prospettando possibilità di sviluppo per la gente del posto.

Domenica 5 agosto 2007
La domenica è dedicata a incontrare la comunità della parrocchia di Athi. Ci accompagna Joseph, l’autista della Diocesi. Per circa 1 ½ h percorriamo la strada asfaltata per arrivare a Maua da qui in poi proseguiamo con un catechista della parrocchia di Athi che viene a prenderci con un ”Land Rover” : unico mezzo che consente di spostarsi per le strade sterrate che salgono e si inoltrano tra le coltivazioni di the. Arrivati a destinazione conosciamo il parroco don Simon Kithinji e mr. Amphrey. Sono molto felici di incontrarci e ci ringraziano da subito per la visita. Qui è molto viva la gratitudine per i contributi arrivati dall’onlus “Missioni della Fede”.
Al villaggio non è ancora disponibile la corrente elettrica (dovrebbero provvedere entro un anno, quando aprirà la fabbrica di confezionamento del the che ora è in costruzione); neanche l’acqua è presente nelle case…
Partecipiamo alla Messa Domenicale della comunità; l’inizio è ad un orario africano : i fedeli aspettano che esca il sole e quando tutti arrivano si comincia. Alla fine della celebrazione il parroco ci presenta ufficialmente e noi cerchiamo, come possiamo, di spiegare perché siamo li. E’ presente anche un rappresentante del governo locale: è venuto per partecipare all’HARAMBEE , una raccolta di fondi per la diocesi che avrà come data ufficiale l’11 agosto 2007. Sono forme di sostegno alla diocesi che vengono organizzate periodicamente e coinvolgono tutte le parrocchie ( è particolare il fatto che le donazioni sono “pubbliche” : tutti possono vedere da chi e quanto viene offerto……e naturalmente scritto su un registro).
Dopo il pranzo ( che propone delle verdure cotte, pollo in umido, riso bollito, e ….. spaghetti .. da mangiare senza un ordine particolare; in verità secondo le loro abitudini il tutto andrebbe mescolato formando un mix che a noi non è familiare ..) ci accompagnano a vedere il dispensario : all’ingresso c’è la targa che ricorda l’aiuto arrivato da “Missioni della fede” a nome di Padre Bruno Sartori . Ci guidano nella visita l’analista di laboratorio e l’infermiera ( con Joseph oltre a – 20 con il rev. Simon e mr. Amphrey…. ). Oltre al laboratorio per gli esami ci sono locali nei quali l’infermiera accoglie i pazienti, rileva i problemi, distribuisce i farmaci, vaccina…Hanno un frigorifero a gas per conservare i vaccini che è costato molto ma ci spiegano che è insufficiente e ne servirebbe un altro. Sono aperti dalle ore 8,00 alle ore 17,00 e accolgono circa 2000 persone al mese. I problemi sono comuni agli altri dispensari: malaria, ameba, brucellosi, tifo…. Sempre nel pomeriggio ci fanno vedere le due aule della scuola primaria dove usano il metodo Montessori ..vorrebbero aggiungere le stanze per completare le altre classi. Hanno poi una Chiesa in costruzione. Sappiamo che di recente hanno chiesto contributi per costruire una sala parto (inviati in luglio 2007)…e ci confermano che sarebbe un’altra loro necessità. Vicino al centro del villaggio c’è un istituto per bambini disabili cerebrolesi che viene gestito in  collaborazione con alcuni educatori inglesi.
Ci accompagnano anche a vedere una delle scuole primarie dislocate a qualche chilometro oltre il centro. Anche se sembra un posto disperso è curioso che comunque non manchi questa opportunità per favorire l’istruzione. Ora è periodo di vacanza ma all’esterno c’è un gruppetto di bambini che sta giocando e cerchiamo di imbastire in inglese qualche frase per fare conoscenza…. Sembrano timidi ma anche tanto tanto curiosi. I bambini sono veramente molti, secondo un missionario della Consolata sono la speranza del Kenya. Sulla strada incontriamo diverse persone a piedi e si vede più di qualcuno che tiene tra le labbra una specie di stuzzicadenti e lo mastica come se fosse chewing gum ; ci viene spiegato che si tratta dei piccoli germogli di miraa e hanno un effetto stimolante ed euforizzante (germoglio e albero..) Quella che proviene dalle zone di Meru è una delle qualità migliori e viene anche esportata. (verso Maua non è raro vedere lungo la strada chi aspetta di vendere il suo mazzo di miraa appena raccolto… i suoi effetti sono migliori nelle prime 48 ore).
Quando ci salutiamo a fine giornata ci offrono ogni tipo di regalo (che lasceremo però in Diocesi…): un intero casco di banane, fagioli, verdure fresche, avocado, … ci ripetono che sono stati molto felici della nostra visita e sono molto riconoscenti per ciò che è stato inviato da “Missioni della fede”. Ci raccomandano di portare il loro grazie e i loro saluti a Castelgomberto…. Anche questo è un momento che ha sue “cerimonie” ….. che mettono in evidenza quanto sanno essere calorosi …..in modo genuino.
…….Il rev. Simon verrà poi a salutarci nuovamente a Nairobi il giorno della partenza per l’Italia: vuole ripeterci che hanno apprezzato molto l’intenzione di incontrarli e conoscerli. In una sua e-mail successiva (2 ottobre 2007) definirà la nostra presenza tra loro una benedizione e una gioia e dirà ancora che saluta e ringrazia le persone dell’Onlus per la generosità pregando Dio di benedire tutti….. sta pensando di venire lui a trovarci in Italia l’anno prossimo.

Lunedì 6 agosto 2007
Il giorno successivo il Vicario, mons. Basilio, ci accompagna a visitare altre istituzioni della Diocesi. La prima tappa è l’orfanotrofio di Meru. Qui vengono accolti e assistiti circa 90 bambini (spesso abbandonati in ospedale dalle madri..) che hanno da 1.. 2 mesi a 18..19 anni. Cercano di
sostenerli fino a quando terminano di studiare e possono costruirsi una vita autonoma. Il gruppetto di quelli che hanno 5 – 6 – 8 anni ci danno il benvenuto cantando il ritornello di “O bella ciao” …così si guadagnano la caramella .. non sarebbe giusto distribuirle senza che loro facciano qualcosa per meritarle..
Una parrocchia italiana ha mantenuto in passato dei contatti con l’orfanotrofio : sono stati inviati dei contributi per la costruzione della struttura in nome di un giovane operatore di ONG che aveva svolto il suo servizio nella zona ma poi era morto improvvisamente . Purtroppo però, con il tempo, il supporto è venuto a mancare e ora contano solo sui contributi della Diocesi e delle famiglie locali (friends).
La mamma di tutti è sr. Anselmina che ogni giorno deve cercare di andare avanti pensando al cibo, ai vestiti, alla scuola,… Ci dice tra l’altro che per i due neonati ha ancora un barattolo di latte in polvere, ma quando lo terminerà non ha i soldi per comperarne un altro. Dovrà sopperire con il latte delle 2 mucche che allevano loro direttamente….Ha uno studente che dovrebbe andare all’Università in Uganda ma non sa come sostenere le spese.
Nonostante tutto ci ripete di tornare ancora a trovarli… ci offriranno il pollo che in Kenya cucinano molto bene.
Con mons. Basilio ci rechiamo poi a visitare un istituto per ragazze non vedenti che vengono aiutate a imparare un lavoro, es. maglieria, produzione di pane, dattilografia ecc…. Per ultimo andiamo a conoscere alcune anziane ospitate in una specie di casa di riposo; sono solo 5 donne e non ci sono uomini ( non accettano di lasciare il villaggio..). Ci accolgono con il loro modo festoso ed entusiasta che esprimono gridando delle cantilene …. battendo le mani ritmicamente ….improvvisando piccole danze. Con loro c’è una ragazza giovane che ha il compito di assisterle. Stanno ampliando la struttura perché vorrebbero dare l’opportunità di trovare posto anche ad altre anziane rimaste sole:
rispetto alle nostre realtà sono comunque poche! Effettivamente ci sono molti più bambini che anziani.
……..Concludiamo così una panoramica, anche se parziale, sulle attività che la Diocesi deve sostenere. A sua volta la Diocesi non può contare molto su aiuti provenienti da altre fonti… non è facile dare continuità ed espansione a qualsiasi progetto che si renda necessario.

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